Itinerari, gite ed escursioni a piedi o con cavallo nelle Marche

Itinerari

Passeggiate  in borghi e città che sono il cuore della storia  medievale e rinascimentale;
Escursioni a piedi, a cavallo ed in mountain-bike, attraverso una incomparabile varietà di paesaggi naturali;

 

 

Cagli

 

Cagli, è stata una  città romana posta  lungo l'antica via Flaminia, la strada consolare  che collega Roma a Fano e che poi termina a Rimini, dell'epoca  conserva l'imponente il Ponte Mallio sul fiume  Bosso;

In seguito Cagli,  l'antica Cale, divenne  una importante città Bizantina   e dopo le invasioni barbariche dei Goti e dei Longobardi  fu conquistata dal  re dei Franchi,  Pipino il Breve   e successivamente  donata alla  Chiesa romana (anno 756).

Il  Papa Niccolò IV,  nel 1289,   ricostruì la città distrutta da un terremoto  con un  innovativo progetto urbanistico che  fornì  all'architetto  Leon Battista Alberti, il materiale per tracciare il disegno della Città Ideale.
 
Successivamente divenne parte integrante del ducato di Urbino e Federico da Montefeltro la fece fortificare (1481) da Francesco di Giorgio Martini, il più grande architetto militare dell'epoca,  rimane la testimonianza dell'imponente  Torrione a pianta ellittica ed oggi  sede del Centro per la Scultura Contemporanea.
Nello stesso periodo furono eseguiti grandi lavori di ristrutturazione e trasformazioni di antichi edifici, quali il medievale Palazzo Pubblico, oggi sede del Comune e del Museo Archeologico
ed innumerevoli Palazzi,  quali il Palazzo Castracane, oggi sede di museo d'arte, con esposte opere e disegni del Canova;

Un cenno particolare è riservato al teatro Comunale, splendido edificio ottocentesco, fu il secondo teatro, nel 1901, dopo il teatro Rossini di Pesaro, ad essere illuminato dall'energia elettrica;

Altri poi sono i tesori artistici di Cagli, dipinti ed affreschi di varie epoche e pittori, tra i quali  Giovanni Santi (il padre di Raffaello) arricchiscono le  sue chiese  di epoca medievale e rinascimentale;

Oggi Cagli è una bellissima cittadina, che offre ai visitatori storia, arte, architettura ed  una ricca gastronomia, in un contesto naturale incontaminato tra le montagne più belle dell'appennino con torrenti di acqua purissima che d'estate si trasformano in piscine naturali;
indimenticabili sono i bagni e le nuotate nel torrente Bosso;

 

 

 

 


 

Urbino

La natura, il paesaggio, l’assetto murato, i palazzi e le chiese, le piazze e i monumenti, i vicoli, le piole, i pinnacoli dei campanili creano una città  straordinaria, la città di Urbino,  ovvero “La Città Ideale del Rinascimento ” indissolubilmente legata a due importantissimi personaggi:

Federico da Montefeltro, duca di Urbino per 40 anni,  è stato  un esempio di perfetto principe rinascimentale, uno dei protagonisti della vita italiana di quel secolo, grande condottiero militare, ma anche grande umanista, colui che fece costruire dagli architetti  Laurana e Di Giorgio Martini, la sua residenza, quella “città in forma di palazzo” che nel 1500, secondo la definizione del Castiglione è “Il più bello che in tutta Italia si ritrovi” ed è anche il primo esempio di complesso architettonico ed urbanistico strettamente legato alla natura.

Ancora oggi la città esprime la magnificenza di quell’epoca che ha nel Palazzo Ducale l’esempio dell’estremo livello di perfezione raggiunto.
Il Palazzo Ducale  conta 200 stanze ampie, luminose, destinate ai “nobilissimi ingegni”. Dopo il Medioevo è la nuova concezione del vivere nella luce. Oggi, nei piani superiori dell’immenso edificio è ordinata la Galleria Nazionale delle Marche, in cui sono custoditi innumerevoli capolavori d’arte dal ’300 in poi. Vi si possono ammirare Santa Caterina d’Alessandria e la Muta di Raffaello, la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, la Profanazione dell’ostia di Paolo Uccello, la Crocefissione e la Pentecoste di Luca Signorelli, l’Ultima Cena e la Risurrezione del Tiziano e  tantissime altre  opere di inestimabile valore, dipinti di Giusto di Gand, di Piero Verrughete, di Federico Barocci,di  Giovanni Santi, padre di Raffaello, del Bramantino, di Carlo Crivelli, di  Luca della Robbia  ed  altri ancora.


Raffaello Sanzio pittore e architetto italiano nacque Urbino 1483 da Giovanni Santi e da Magia Ciarla e  fu  tra i più grandi  rappresentanti della cultura del  Rinascimento insieme a Leonardo da Vinci e  e Michelangelo Buonarroti;
La casa natale di Raffaello, oggi trasformata in un museo, è un tipico esempio di architettura quattrocentesca, residenza di una famiglia agiata. Il palazzo offre tuttora gli stimoli e le suggestioni dell’atmosfera antica.
L’affresco con Maria e il Bambino è la prima opera di Raffaello giovinetto che si conosca ed è tuttora conservata nella casa natale del  pittore. Il volto amato della madre, prematuramente scomparsa, potrebbe essere proprio quello  raffigurato nella Madonna che  Raffaello, dipinse nella propria stanza.
Fu il padre Giovanni, apprezzato poeta e pittore della corte dei Montefeltro, ad avviarlo sulla strada dell’arte e nella casa di Raffaello sono conservate altre opere, quali una grande Annunciazione di Giovanni Santi, una Madonna attribuita a Giulio Romano, allievo prediletto di Raffaello, copie di opere raffaellesche, stampe, disegni, ecc.

 

 


 

Gubbio

Come Urbino rappresenta il Rinascimento,  Gubbio è l'essenza della città medievale,  ricca di storia e monumenti ha affascinato  scrittori, tra i quali Gabriele D’annunzio e Herman Hesse per il quale la città “produce un effetto assolutamente sbalorditivo e ha qualcosa di inverosimile e conturbante”

Gubbio ha una storia antichissima testimoniata  dai  numerosi ritrovamenti dell’età del Bronzo,  dai resti del tetro romano (fine I secolo a.C.) e dalle “Tavole Eugubine” risalenti al III-I sec. a.C (sette tavole bronzee scritte in lingua umbra conservate presso il Museo Civico, considerate uno dei più importanti documenti italici)
Tuttavia è il Medioevo il tema che emerge dalla città come appare oggi, con l’impianto urbanistico risalente all’età comunale e pervenutoci integro anche nei suoi monumenti e nella sua materia dominante: la “pietra”.

Un giro nella suggestiva Gubbio non può che prendere avvio dal magnifico complesso monumentale della Piazza Grande (fine del sec. XV), anche detta Piazza della Signoria
con il  Palazzo dei Consoli, imponente costruzione in stile gotico completata verso il 1340, che oggi ospita il Museo Civico e con l’incompiuto Palazzo del Podestà, ora residenza municipale.
 C’è poi il Palazzo Ducale edificato su disegno di Francesco di Giorgio Martini per volere di Federico da Montefeltro.
Da vedere anche le sei porte che si aprono sulla Cinta muraria, edificata alla fine del sec. XIII,  la basilica di Sant'Ubaldo, da raggiungere con la teleferica e  le chiese ed i palazzi che rendono unica questa città;
D’obbligo infine una gita nei dintorni di Gubbio, nella Gola del Bottaccione dove si trovano testimonianze di varie epoche, l’Acquedotto medievale, l’Eremo di S. Ambrogio e la Chiesa della Vittorina (XIII sec.) costruita nel luogo in cui, secondo la tradizione, S. Francesco incontrò il lupo di Gubbio.

 

 


 

Fano

La città di Fano ha struttura urbanistica legata all’epoca Romana, a cui risalgono le imponenti mura connesse all’Arco di Augusto, antica porta di accesso alla città dalla via Flaminia, voluta dal Console Flaminio. La via consolare,  entrava nella città di Fano e ripartiva per Rimini,  collegando così Roma con l’Adriatico e con il nord d’Italia.
Vicino a Fano, nel 207 a.C.,  lungo le sponde del fiume Metauro, avvenne la battaglia dove le legioni romane  sbaragliarono l’esercito cartaginese  ed uccisero il generale Asdrubale che varcate le Alpi con gli elefanti,  intendeva congiungersi al fratello Annibale.
Fano conserva importanti reperti romani  nel Museo Archeologico della città, una raccolta di  statue, busti e teste tra cui una splendida testa muliebre con pettinatura all’Ottavia, il cippo graccano, e mosaici tra cui il Nettuno e quello detto della  “pantera”,

Fano è una bellissima stazione balneare con lunghissime spiagge di sabbia o di sassi, la città è stata   premiata  per la balneabilità e la qualità dell'acqua di mare ed  anche per la qualità dell'aria che si respira a terra, le isole pedonali, i percorsi ciclabili ed  il rispetto dell'ambiente in tutte le sue componenti.

La cucina marina di Fano saprà stupirvi
Un piccolo consiglio:
Il ristorante Il Pesce Azzurro,  nasce tanti anni fa dall’iniziativa della Cooperazione Pescatori di Fano per far conoscere, apprezzare e mangiare il pesce azzurro. Nel quartiere del porto di Fano si trova una struttura che ospita fino a 950 persone dove si mangia in “stile self service“. Pochi fronzoli, posate di plastica ma cibo ottimo. Il prezzo è ovviamente competitivo, abbordabile e i piatti molto molto buoni.

 

 

 


 

Riserva Statale Gola del Furlo

La Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo, si estende su  3.600 ettari di boschi, prati e cime incontaminate. Un autentico paradiso, attraversato dal fiume Candigliano che si insinua tra le imponenti pareti rocciose della Gola, dove la suggestione del paesaggio si unisce a una prodigiosa ricchezza naturalistica che vanta esemplari di flora e fauna straordinari: l’aquila reale, il falco pellegrino, il gufo reale e poi  lupi, caprioli, daini e cinghiali.

Il Furlo è stato protagonista di tante vicende storiche e leggendarie, nei tempi più remoti il suo nome era Saxa Intercisa ovvero Pietra Spaccata o anche Sasso Rotto, in seguito prese la denominazione di Petra Pertusa cioè Pietra Forata.
Qui passava la Via Flaminia, lastricata di pietra e  successivamente Flavio Vespasiano vi fece scavare una nuova galleria (tuttora aperta al traffico), i cui lavori terminarono nel 76 dopo Cristo.
Oggi l'antica via Flaminia è una bellissima strada, incassata  tra  rocce vertiginose che corre accanto al  fiume Candigliano, dove è bellissimo passeggiare o andare in bicicletta;
Il Centro di Educazione Naturalistica della Riserva offre informazioni e possibilità di escursioni;
(tra le quali segnaliamo la possibilità di osservare con binocoli le aquile nel nido)

 

 


 

Il Monte Petrano

Il Monte Petrano, con i suoi 1162 metri di altitudine, è la più bassa tra le cime principali dell'Appennino Pesarese ma si distingue  per la particolarità del proprio aspetto, infatti è  un vastissimo altopiano con immensi prati  posti alla quota di 1100 metri.
Dal Monte Petrano  si godono spettacolari viste panoramiche  su tutta la Provincia di Pesaro e Urbino, fino al Mare Adriatico ad est, al Monte Carpegna ed alle rocche di San Marino a nord-ovest ed a sud  le montagne boscose dell'Umbria.
La sua particolare conformazione rende il Petrano meta piuttosto frequentata per alcuni particolari tipi di sport, ovvero lo sci di fondo nella stagione invernale  ed il kitesurfing e gli aquiloni, nella stagione estiva.
La vetta, è facilmente raggiungibile con la strada asfaltata che parte da Cagli e come servizi potrete trovare un ristorante,  un  bar ed un'area attrezzata per campeggiatori.

 

 

 

 

 


 

Il Monte Catria

Il Monte Catria con i suoi 1701 è il più alto  nel tratto appenninico compreso tra i monti Sibillini a sud con il Monte Vettore (2.476 mt) e l'alto Appennino Bolognese con il Corno alle Scale (1945 mt), a nord.
Il grande massiccio del monte Catria è percorribile per bellissimi  sentieri o per più comode strade asfaltate che arrivano in prossimità della cima, da dove si domina in un vastissimo panorama, l'Italia centrale e la  costa adriatica.
Alle pendici del monte Catria sorge  l'eremo di Fonte Avellana,  fu fondato nel X secolo e nel periodo di massimo splendore (sec. XII), la comunità monastica era formata da circa 35 monaci.
Dante Alighieri che  vi  soggiornò, lo cita nella Divina Commedia al canto XXI.
Quando si arriva al Monastero di Fonte Avellana si rimane colpiti dalla sua originale struttura architettonica, dalla sua storia, dalla sua bellezza che attira e colpisce per la sua semplicità. La pietra, di cui è costituito, crea un habitat del tutto unico ed entrando nei suoi spazi, le grandi biblioteche, i chiostri, i giardini e  soprattutto le  celle dei monaci  si fa l'esperienza del silenzio e si avverte una grande  energia spirituale.
Oggi nell'eremo vive una piccola comunità di monaci ed è possibile effettuare delle visite guidate al convento ed al  giardino botanico del monastero;
Il Monte Catria è raggiungibile anche con la funivia e diventa una palestra eccezionale per tutte le attività sportive estive: mountain bike, trekking, down hill, nordik walking, ecc.
Posto a 1400 metri il Rifugio Cotaline,  in prossimità dell'arrivo della Telecabina,    offre un ottimo  ristorante,  solarium, bar e guide per escursioni;

 

 


 

Le Grotte di Frasassi

Le Grotte di Frasassi iniziarono ad essere scoperte il 25 settembre del 1971, con l'esplorazione della  Grotta Grande del Vento, successivamente le grotte  diventarono  un enorme labirinto di ambienti sotterranei che si susseguono incessantemente per oltre trenta chilometri.
Le Grotte di Frasassi sono una delle attrazioni più belle di tutto il territorio italiano.
Considerate il più grande complesso ipogeo in Europa, le Grotte di Frasassi di caratterizzano per un insieme di percorsi sotterranei della lunghezza di circa 30 km, suddivisi in 8 livelli geologici differenti.
Note per le stalattiti e le stalagmiti, concentrazioni calcaree secolari dalle più differenti forme, le Grotte di Frasassi,  sono una meta ambita per tutti gli amanti di speleologia e gli appassionati di natura.
Le grotte sono aperte al pubblico solo per 1,5 dei 30km complessivi, all’interno, la temperatura non supera mai i 14°C.
E’ possibile visitare le grotte scegliendo tra vari percorsi, diversi per durata e difficoltà, in particolare, si può scegliere tra il percorso turistico, le speleo avventure ed il percorso scuola;
Le Grotte sono aperte tutto l'anno;